La Sede

Ogni volta che si prendeva in consegna una nuova sede, e nel nostro caso sono state otto, questo comportava un lavoro di sistemazione e di addobbo adatto a rendere accogliente e funzionale lo spazio che doveva ospitare soci e organizzatori. Le prime sedi erano locali di dimensioni ridotte e in genere l’arredamento era già inserito e comunque ridotto all’essenziale. Un armadio-libreria, una scrivania e un tavolo con attorno un numero di sedie mai sufficienti per i numerosi soci. Ma quando nel 1986 l’Amministrazione Comunale ci assegna una sede presso la ex scuola Bestetti, in piazza M. Belfiore, l’ampiezza dei locali, il crescente numero di soci, e il desiderio di diventare sezione autonoma ci impongono il salto di qualità. Ed è in questa occasione che si evidenzia la capacità operativa di alcuni nostri soci. Si pensa a come dovrà essere la nostra nuova sede e si prepara il progetto. Si mettono a nuovo i locali, muri, porte, finestre, si rinnova l’impianto elettrico e si procede all’imbiancatura e ad un elegante lavoro di perlinatura delle pareti che dava al locale il calore del rifugio alpino. Intanto una squadra di esperti falegnami costruivano i tavoli, il mobile-bar e le vetrinette-libreria che dovevano arredare i locali. È stato un lavoro lungo e impegnativo che ha coinvolto così tanti soci che ad elencarli si corre il rischio di dimenticarne qualcuno, ma alcuni di loro meritano comunque di essere ricordati per il lavoro svolto. Cominciando dalla squadra degli imbianchini-restauratori Lorenzo, Innocente ed Antonio, gli elettricisti Angelo e Luigi, i falegnami Giacinto, Osvaldo, Santo, e tanti altri. Il giorno dell' inaugurazione anche il sindaco Varisco rimase piacevolmente sorpreso e meravigliato della trasformazione apportata ai locali. Da allora questi suppellettili hanno già arredato due nuove sedi, anch’esse ristrutturate ed adattate alle esigenze di un’ associazione che ha assunto le dimensioni che oggi possiamo constatare. Ma osservando la nostra, per ora ultima sede, possiamo notare l’ulteriore importante opera di intervento di muratura, falegnameria, ed impiantistica che caratterizzano e rendono funzionale questa nostra nuova “casa”. Ai precedenti operatori questa volta si sono aggiunti Alessio, Giovanni, Giancarlo, Luciano, Enzo ed altri. Inaugurata nel 1996 alla presenza del sindaco Erba e dell'allora Vice Presidente nazionale del CAI Gabriele Bianchi (oggi Past President) e con la benedizione di Don Umberto Ottolini, oltre ad una grande partecipazione di amici tra i quali il presidente del CAI di Monza Frigieri e dei nostri Soci più rappresentativi, oggi la nostra nuova sede ospita una vitale schiera di appassionati che ne garantiscono un futuro denso di successi.

Il Cippo ai Caduti

Per ricordare tutti coloro che sono stati vicino alla nostra associazione e coloro che sono stati amici della montagna, abbiamo pensato di realizzare qualcosa che ricordi il rapporto tra l’uomo e la montagna. Questo qualcosa si è concretizzato con la costruzione di un cippo particolare, usando pietre delle nostre montagne, Monte Bianco, Val Masino, Dolomiti, si è riprodotto un “ometto”. L’ometto è un piccolo mucchio di sassi, ma non uno qualsiasi, è un segnale speciale costruito dall’uomo. Chiunque sia salito in montagna abbastanza in alto, dove terminano i sentieri, dove solo la conoscenza dei luoghi e il sicuro orientamento guidano verso la meta o la cima, avrà incontrato questi piccoli mucchi di sassi, gli ometti. La loro vista ti dava la certezza di essere sulla strada giusta, il loro alternarsi a distanza ti indicava la via, fino alla meta. Scriveva Silvia Metzeltin, alpinista-scrittrice: “un ometto riveste comunque un significato, sia per indicare l’itinerario a noi e agli altri, sia per concludere con la sua costruzione simbolica il raggiungimento di una vetta che ci è stato concesso salire per primi. Rimane lassù a custodire la traccia di una sosta e non solo di un passaggio: è un piccolo atto di riflessione sul rapporto con la montagna. Costruirlo è come piantare fiori in giardino, che è piacere nostro, ma anche di altri che verranno”. Ora l’ometto è lì a rappresentare un rapporto tra noi e coloro che se ne sono andati. Sul basamento c’è scritto “la via, la meta” e l’ometto sta a ricordare quanto è stato bello seguirne la “via”, sia in montagna come nel quotidiano. Non dimenticando mai che alla fine si arriverà ad incontrare l’ometto che indica “la meta”.

La rotonda di Via Matteotti

Raccogliendo l’invito dell’Amministrazione Comunale a impegnarci nella gestione degli spazi pubblici, la nostra Sezione ha realizzato l’addobbo della rotatoria spartitraffico di via Matteotti. Abbiamo realizzato un soggetto che ricorda le nostre montagne, una immagine da regalare ai nostri concittadini. A noi il compito di mantenerla in ordine, alla gente il piacere di collaborare per vederla sempre pulita.

Il bivacco "Andrea Oggioni" in Valmalenco

L’utopia è un sogno bellissimo, perfetto, e tale rimane fin quando non pretendi che diventi realtà. La realtà è la somma di interventi umani che rendono il progetto, l’utopia, un prodotto concreto ma quasi sempre meno bello del sogno, pur giocando tutto il suo impegno. Ma non sempre. Non per chi, sabato 21 Ottobre, nella piana di Chiareggio nell’alta Valmalenco, in una giornata estiva, hanno visto sollevarsi dal suolo ancorato all’elicottero della Elitellina, il nuovo bivacco “Andrea Oggioni”. Per pochi minuti quella sagoma rossa è entrata a turbare il perenne equilibrio cromatico composto dal bianco della neve, dal bruno cupo delle rocce, e dall’azzurro del cielo. Pochi minuti per dire a chi guardava, che questa volta la realtà stava realizzando il sogno. Si completava oggi un lavoro iniziato alla fine del 1994. Una sera d’autunno, con l’allora sindaco Castoldi si parlava delle pessime condizioni del vecchio bivacco, e di un progetto di rinnovamento delle stesso. Il contributo comunale e quello della sezione di Villasanta sono stati la scintilla che ha messo in moto la macchina. A noi si uniscono la sezione di Monza, il C.A.I. nazionale, il Club Alpino Accademico, e la carpenteria Fossati di Usmate Velate. Un bel lavoro, acciaio, alluminio, rivestimento interno in legno con intercapedine in espanso. Nove posti letto con materassi, coperte, pentole, tavolo e sgabelli. Viene finalmente presentato al pubblico sulla piazza del comune a Villasanta alla fine di Luglio. Grande successo di visitatori, e la benedizione di Don Angelo Barzaghi, alla presenza delle autorità comunali e dei rappresentanti del C.A.I. di Monza con il presidente Frigeri. Ma resta ancora il più da fare. Portarlo ai 3150 metri del Colletto del Disgrazia. Il maltempo che ha imperversato per tutto Agosto ha impedito ogni tentativo e reso impossibile, date le nevicate in quota, la realizzazione del basamento di ancoraggio. La fortuna si è presentata sotto forma di un autunno anomalo, con temperature che hanno sciolto la neve e permesso il lavoro in quota. E sabato, accompagnato da Giancarlo Paleari, Luciano Sirtori e Gianni Bugo in rappresentanza del C.A.I. di Villasanta, Frigeri, Pessina, Cossa, (grande artefice e coordinatore dell’operazione) e una decina di monzesi oltre alla guida alpina, Bianco, ci siamo trovati di buonora a Chiareggio per concludere quello che sembrava un sogno solo dodici mesi or sono. Due giorni di lavoro in quota e il bivacco è ora agibile. É posto su uno spiazzo leggermente spostato rispetto al vecchio bivacco (che sarà smantellato quanto prima), ma in una posizione migliore. Riprenderà la sua funzione di appoggio e riparo per quegli alpinisti che affronteranno il Monte Disgrazia per la direttissima parete Nord, o per la cresta Nord-Nord Ovest (via degli Inglesi), o per la “Cordamolla” o cresta Nord-Nord Est. Penso che la nostra soddisfazione sia giustificata. Il progetto era più grande di noi e essere riusciti a realizzarlo ci riempie di gioia.

La palestra di arrampicata

Realizzata dai nostri Soci, è inaugurata nel mese di Giugno 1994. La struttura è composta da un supporto tubolare in acciaio, appoggiato alla parete di cemento della palestra della scuola media. Si compone di sei “vie” di arrampicata di varia difficoltà. Le “prese” sono montate su pannelli in legno fenolico, e gli ancoraggi sono assicurati a catene in acciaio. La dimensione raggiunge 11 mt. di altezza e 7,5 mt. di larghezza Nell’anno 2002 è stata completamente rifatta nella forma e nei materiali. È stata ampliata la copertura e lo spazio recintato.

La palestra di arrampicata è aperta il martedì dalle ore 17.00 alle 19.00 e il giovedì dalle ore 17.00 alle 19.00 e dalle ore 21.00 alle 23.00. Premesso che l’uso della palestra resterà gratuito, per poter godere della Copertura Assicurativa sulle strutture e sulle attività del C.A.I. è indispensabile che i fruitori dei servizi offerti siano Soci del C.A.I. 

Il pannello di bouldering

Per continuare l'attività di arrampicata anche nella stagione invernale è stata allestita una struttura al coperto, all'interno del Palazzetto dello Sport. Funziona tutto l'anno negli orari serali con le regole stabilite per la palestra esterna. Durante l'orario scolastico è al servizio dei programmi didattici organizzati con la scuola.